Bund gegen Anpassung
Lega contro il conformismo

 
                                                                                           
     
Home

Novità

Associazione degli atei

Archivio

Contatti

Links

Internazionale

Novembre 2007

Niente tassa obbligatoria per la Chiesa per atei e appartenenti a minoranze religiose in Europa!

Rinnovate le vostre proteste alla Corte Europea di Giustizia per i Diritti dell'Uomo riguardanti il processo di principio dott. Nittmann!


Sono passati esattamente sei anni (ottobre 2001) da quando il consulente editoriale dott. Peter Nittmann, allora divenuto disoccupato, reclamò il fatto che lo Stato tedesco riscuotesse forzatamente la tassa per la Chiesa dal suo scarso sussidio di disoccupazione finanziato esclusivamente da premi di assicurazione, nonostante il dott. Nittmann fosse uscito dalla Chiesa già più di vent'anni prima. Attraverso il suo caso per la prima volta all'interno del paese e all'estero si venne a conoscenza del fatto che lo Stato tedesco, protetto dalla censura di informazioni evidentemente pattuita con i media, già da decenni riscuoteva forzatamente l'importo della tassa per la Chiesa da milioni di disoccupati non appartenenti ad essa sulla base del concordato di Hitler stretto nel 1933 (e valido fino ad oggi!) violando apertamente la Costituzione. Importo che lo Stato altrimenti riscuote per le due grandi Chiese tedesche (cattolica ed evangelica luterana), da esso anche di solito immensamente privilegiate e quindi fiabescamente ricche, dai loro stessi membri.
     Il caso dott. Nittmann suscitò in tutto il mondo migliaia di proteste indignate contro il governo e la giustizia tedeschi, addirittura in paesi lontani come il Nepal o la Corea del Sud. Il colloquio internazionale Thomas Jefferson dell'università Sorbonne di Parigi (2002) condannò questo ladrocinio delle tasse ai danni dei disoccupati senza confessione in Germania, esattamente come anche i delegati della National Convention degli American Atheists a Chicago (2003), l'australiana Victorian Secular Society come anche solo in Spagna tre congressi di laici (Albacete 2003, Granada 2005, Talavera de la Reina 2006) e quattro conferenze internazionali dell'associazione del Libero Pensiero francese (Marseille 2003, Toulouse 2004, Lamoura 2006, Clermont-Ferrand 2007). Il partito radicale italiano interpellò il Parlamento Europeo riguardo alla tassa obbligatoria per la Chiesa (2003), e l'unione dei Raeliani con 60 000 membri in tutto il mondo al congresso mondiale a Roma (2004) condannò questa rapina dello Stato del concordato di Hitler. La protesta ebbe successo: di nascosto proprio come trenta anni prima, l'1.1.1975, quando il governo tedesco aveva introdotto la tassa obbligatoria per la Chiesa a carico dei più poveri e più deboli tra gli atei tedeschi e gli appartenenti ad altri credo, l'1.1.2005 l'abolì con un emendamento di legge!
     Ma: fino ad oggi nessuna delle vittime ha ricevuto indietro anche solo un centesimo dei soldi rubati – in tutto un importo di miliardi –, nemmeno il dott. Nittmann. Tutte le costose querele delle vittime vennero rispedite indietro dai tribunali tedeschi; anche quella del dott. Nittmann da non meno di quattro istanze, per ultimo dalla Corte Costituzionale Federale (primavera 2005). La violazione costituzionale commessa non venne mai ammessa, mai venne ripagato un centesimo di risarcimento.

Sono passati esattamente due anni (ottobre 2005) da quando il dott. Nittmann per primo e unico tra le vittime espose querela contro la Germania alla Corte Europea di Giustizia per i Diritti dell'Uomo a Strasburgo. L'obbiettivo della querela è l'accertamento che la Germania attraverso la sua tassa obbligatoria per la Chiesa a carico dei disoccupati non membri della Chiesa ha violato la libertà di religione garantita dalla Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo (art. 9 della Convenzione), il diritto alla parità di trattamento indipendentemente dal credo religioso (art. 14 della Convenzione) e il diritto di proprietà (art. 1 del protocollo allegato alla Convenzione), e deve restituire al dott. Nittmann i soldi rubati (solo nel suo caso circa 900 euro di tassa obbligatoria per la Chiesa). Insieme alla querela – sessanta pagine accurate e basate su principi fondamentali – l'avvocato del dott. Nittmann due anni fa presentò a Strasburgo vari raccoglitori di atti che documentavano in copia la protesta mondiale contro questa eclatante violazione della libertà di religione attraverso la Germania. L'unico risultato fino ad oggi: un certificato di ricevimento della querela rilasciato dalla Corte di Giustizia.

La Chiesa e il governo tedesco contano sul fatto che la tassa obbligatoria per la Chiesa che hanno spremuto per decenni dai disoccupati non membri della Chiesa entri lentamente nel dimenticatoio e raccolga gli interessi nel taschino dei ladroni, mente i tribunali anno dopo anno hanno passato in maniera già convalidata la querela del dott. Nittmann di istanza in istanza e ora la lasciano muffire in un cassetto, fino a quando il pubblico non sarà stanco e l'attenzione internazionale paralizzata.
     Perché il Vaticano e il cancellierato federale tedesco, esattamente come le figure chiave di Bruxelles, che da dietro le quinte spingono in avanti tenacemente la riclericalizzazione europea (spunto: »art. 52«), sanno certo valutare perfettamente il significato fondamentale – per questo tenuto saldamente segreto dai media – della querela del dott. Nittmann:
     Se la Germania viene condannata, non può più occultare la sua scandalosa ed enorme rapina esercitata per decenni attraverso le tasse sulla base del concordato di Hitler a danno dei disoccupati senza confessione e deve affrontare la richiesta di risarcimento delle vittime. E la Chiesa, con la punta della burocrazia europea che le s'inginocchia davanti, attualmente ha bisogno di tutto tranne che di una condanna europea di principio contro una tassa obbligatoria per la Chiesa riscossa dai non membri della Chiesa. Perché non è nient'altro che questo ciò che la Chiesa vuole ora introdurre a lungo termine in tutta Europa: siccome il numero dei suoi membri nella popolazione già da tempo diminuisce, in futuro tutti la dovranno pagare attraverso la tassa obbligatoria per la Chiesa come nel Medioevo, quindi indipendentemente da come questa venga mimetizzata dal punto di vista giuridico e propagandistico, non importa se atei, mussulmani, ebrei, raeliani, testimoni di Geova o amorfi senza confessione; esattamente secondo il modello che la Chiesa qualche anno fa ha già imposto con successo in Spagna. Lì poco tempo fa nel totale silenzio – direttamente o per mezzo di organizzazioni camuffate – ha alzato la percentuale delle tasse pagate da ogni soggetto a imposta che fa riscuotere per sé dallo Stato dallo 0,52% allo 0,7%, una somma gigantesca. Ma una volta distrutto il principio della appartenenza volontaria alla Chiesa ottenuto nel 1789 o più precisamente della quota sociale volontaria basata solo su questa appartenenza, basta una politica dai piccoli passi per arrivare alla Decima postmoderna alla maniera convalidata medievale. E un occhio per il fondamentale e una pazienza da certosino la Chiesa ce l'ha.
     Per questo anche noi dovremmo avere entrambe le cose.

La tattica burocratica del governo e dei tribunali condiscendenti con la Chiesa di stancare e di ostruire non deve trionfare. Perciò la invitiamo:

Rinnovi la sua protesta sul caso dott. Nittmann al Tribunale Europeo per i Diritti dell'Uomo! Riconfermi la richiesta che la Germania venga condannata per la sua evidente ed eclatante violazione della libertà di religione garantita nella Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo attraverso la tassa obbligatoria per la Chiesa riscossa dal dott. Nittmann – come da milioni di altri disoccupati non membri della Chiesa!

Per favore rivolga la sua lettera in forma cortese al seguente indirizzo:

Al cancelliere
del Tribunale Europeo per i Diritti dell'Uomo
Consiglio d'Europa
F-67075 Strasbourg Cedex
Francia

Numero di protocollo (indicare assolutamente!): No. 36798/05 - NITTMANN./. Germania
Per favore una copia a noi!
Bund gegen Anpassung
Postfach 254
D-79002 Freiburg
bund-gegen-anpassung@gmx.net




Le più recenti informazioni sul caso dott. Nittmann, l'indirizzo della Corte Europea ed il numero di protocollo (da indicare assolutamente) si trova qui:

2006:
Il caso Dott. Nittmann – Sommario


02.11.2005:
»Può esser cestinato.«
La giustizia tedesca distrugge lettera di protesta.–
Il caso Dott. Nittmann davanti alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo




31.05.2005:
Caso Dr. Nittmann: ULTIMA NOTIZIA

05.07.2004:
Novità sul caso Dr. Nittmann
Oppure: nuove mostruosità da parte dello stato della chiesa tedesco


23.05.2004:
Appello di protesta

29.11.2003:
Volantino del BgA distribuito a Roma e in diverse città tedesche.

18.07.2003:
Proceso de impuesto eclesiastico



Resoconto provvisorio sul processo dal 20° novembre 2002


Lo Stato clericale tedesco viola la Costituzione imponendo tasse truffaldine a milioni di disoccupati aconfessionali