02.11.2005
»Può esser cestinato.«
La giustizia tedesca distrugge lettere di protesta.
Il caso Dott. Nittmann davanti alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo
Un documento mandatoci per la nostra informazione nel caso del Dott. Nittmann l'esazione forzata delle tasse per la chiesa da disoccupati che non appartengono ad alcuna grande chiesa cristiana al tribunale sociale del paese a Stoccarda ha portato alla scoperta di una mostruosità tale, che si farebbe addirittura fatica a trovarne una simile nell'amministrazione dell'ingiustizia compiuta di routine da decenni dall'apparato giudiziario tedesco: sulla lettera di protesta nr. 136/137 nell'allegato alle pratiche, che sotto il termine generico »petizioni dei cittadini« conteneva le lettere di protesta dal paese e dall'estero, si trovava un'annotazione fatta a mano del giudice competente: »Non presentare più lettere di appoggio. Può esser cestinato.« Una lunga lista di violazioni della costituzione conduce dai divieti di professione per motivi politici alla mobilitazione delle forze armate tedesche sotto comando americano all'estero tra le quali detiene un ruolo eminente la prassi di rapina dello stato clericale tedesco che si basa sul concordato di Hitler , ma questo perfido miscuglio di sgarbatezza e cattiveria mozza davvero il fiato. Occorre del tempo per far fare effetto a tutto questo su di sé: mentre sul palcoscenico del tribunale degli onesti signori e signore in toga mimano uno stato giusto, sventolano paragrafi, rimescolano alla rinfusa le statistiche, tirano fuori dal cilindro costrutti di espedienti, presentano addirittura eccellenti battaglie da ciarlatone con paroloni fantasma la »fittizia« tassa per la chiesa è una tale pretesa assurda , un tetro funzionario di giustizia ordina dietro le quinte il peculato e la distruzione di documenti che misura abbia quest'opera di distruzione deve ancora essere appurato per questo è necessario il faticoso e lungo paragone delle lettere di protesta e delle raccolte di firme che si trovano nei tribunali con le copie che sono giunte a noi (come si può vedere, avevamo quindi dei buoni motivi di richiedere delle copie delle lettere di protesta per noi) , ma indipendentemente da questo, con questa disposizione di un burocrate senza volto, viene dimostrativamente sputato in faccia ad ogni autore di una tale lettera. Ma soprattutto una cosa è certa: Queste lettere di protesta hanno dimostrato di fare effetto. Hanno portato il mulino della giustizia a una paralisi, e il macchinario di ingiustizia a un serpeggiamento. Il pubblico nazionale e soprattutto internazionale presente nelle lettere si è dimostrato una volta di più il mezzo migliore e più efficiente per rendere difficili le ingiustizie di routine. Perché l'importanza della procedura di Stoccarda sta soprattutto nel fatto che il governo federale ha annunciato il ritiro dell'esazione forzata della tassa per la chiesa dal 1. gennaio 2005 lo stesso giorno della pubblicazione della sentenza, senza, nota bene, risarcire le vittime. Questo è il motivo determinante, per cui l'accusatore dott. Nittmann ora si appella alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo. In seguito diventano chiari anche alcuni dettagli del processo di Stoccarda: la sala troppo piccola scelta col proposito sventato dopo una energica opposizione di escludere una gran parte del publico dall'udienza. La massiccia presenza della polizia, che doveva avere un effetto intimidante, e che in tali procedure è del tutto inusuale; la risonanza (anche inusuale) in un giornale di monopolio di Stoccarda il giorno prima della procedura, e infine l'immediata reazione del governo federale: tutte queste sono reazioni al pubblico stabilito da noi, e gli impiegati che se ne occupavano devono essersi strutti enormemente e devono essersi rosi il fegato. Per questo bisogna seguire questa strada. Se qualcosa porta a un obbiettivo, è questa la via: Ridate indietro i soldi rubati ai derubati, ai disoccupati! Evidentemente non possono mancare i mezzi, se alle chiese cristiane ogni anno vengono procurati dallo stato tedesco importi di miliardi, a prescindere dell'apparato statale ingiusto e spione.
Con la risposta negativa della Corte Costituzionale Federale nel caso dott. Nittmann sono esaurite le possibilità legali di obiezione nella Repubblica Federale tedesca dopo quattro anni di via gerarchica, nella quale le corti usavano citare soprattutto se stesse, si lasciavano »scappare« la costituzione per via delle troppe leggi, e si tiravano la palla a vicenda secondo le regole del gioco dei Signori Destra e Manca. Alcuni »intenditori della materia«, che nel corso della loro vita professionale si sono fatti strada fin nella sottile aria delle istanze supreme, riconoscono nel comunicato di sei pagine della Corte Costituzionale Federale un eccezionale documento: raramente l'augusto organo ha mostrato cosi tanto movimento e impegno. Ma osservando la decisione più da vicino, si vorrà paragonarla con quella canzone di chiesa che fa: »Adorato Redentore, ma quanto poco
« vi viene tenuto fermo con mano asciutta solo quanto da anni e decenni viene ruminato. Questi testi svolti sul modello di una pellicola infinita si leggono con una monotonia già quasi impressionante cosi: »Si trattava qui« è intesa la suddetta esazione forzata della tassa per la chiesa »di una fittizia messa in conto di una partita; l'imposta sul reddito (e quindi neanche l'imposta per la chiesa) non concerneva il sussidio di disoccupazione«(sic). Sempre la solita solfa: esazione »fittizia« di soldi veri, con i quali si può comprare cibo, oppure si possono mandare soldati in Afghanistan, ad maiorem gloriam Imperii americanii. O una frase come questa: »Il ricorso costituzionale in questione non ha alcuna sostanziale importanza nel diritto costituzionale« (pag.4) cosa che con la massima consacrazione giuridica non vuol dire altro che i non-cristiani devono essere trattati come cristiani, amen. La Corte Costituzionale Federale stavolta rinuncia al pretesto che, se nei loro moduli dovessero tener conto dell'appartenenza a una confessione, i poveri e sovraccaricati uffici del lavoro sarebbero così sovraffaticati con fardelli e sforzi amministrativi, come ha giudicato prima ancora il tribunale sociale di Friburgo. Se si legge come poco tempo fa, che appunto questi uffici pagano temporaneamente soldi di sussidio a donne disoccupate, anche se queste lavorano come prostitute premesso che il »bilancio del mestiere« sia esatto allora il limite allo stimolo di vomitare è superato. Per questo i mezzi ci sono, non è vero? È difficile immaginare che questo record di depravazione e riluttanza potrebbe essere superato ancora. Ma evidentemente piace averli cosi, i disoccupati: rassegnati, umiliati, sporcati; per questo si sperperano anche un paio di soldini e non si temono neanche gli »sforzi amministrativi«. Non sono quindi questi »sforzi amministrativi« di cui i lettori della nostra rivista Ketzerbriefe (lettere eretiche) sanno di più, ma un glorioso progresso:»Dalla messa in sospeso del ricorso costituzionale con l'abolizione senza sostituzione del regolamento attaccato dal 1. gennaio 2005 la situazione giuridica è cambiata (S.4) ma i soldi ritirati prima sotto titolo anticostituzionale verrebbero volentieri tenuti; »abolizione senza sostituzione« della tassa obbligatoria per la chiesa vorrebbe dire soprattutto: abolizione senza risarcimento, no? E poi segue una frase degna di nota: »il regolamento abolito non è di importanza neanche per un notevole numero di questioni ancora in sospeso« come se il numero fosse »di importanza« e non il dato di fatto che la costituzione viene violata, perché i diritti costituzionali sono diritti individuali, egregi Signori e Signore della Corte Costituzionale Federale, che secondo i testi spettano a »ognuno« e »nessuno« ne dovrebbe venire privato., i venerati »padri della costituzione« non sapevano niente di un »considerevole numero« di violazioni della costituzione, che sarebbero da punire poi solo come tali, non sapevano niente di »maggioranze predominanti« e scorrerie che »avvengono abitualmente«. Ma se proprio si parla della questione della quantità, che semplicemente non ha niente a che vedere con la questione della qualità la validità dei diritti costituzionali per ogni cittadino (come anche i crimini del regime di Hitler non possono essere misurati in litri o ettolitri di sangue versato, perché iniziarono con le »leggi razziali« di Norimberga, e in seguito con l'inizialmente incruenta persecuzione degli ebrei), allora sarebbero interessanti anche alcuni numeri precisi sulle querele in sospeso sull'esazione forzata della tassa per la chiesa dai soldi per i disoccupati negli ultimi 15 anni. Ma questi numeri vengono conservati come segreto di stato, analogamente come i numeri esatti dell'appartenenza alle confessioni dei lavoratori vengono sganciati solo molto controvoglia e con altrettanto grande ritardo; ancora nel momento in cui queste righe vengono scritte, i rispettivi numeri dell'anno 2001 anno della citazione del dott. Nittmann non sono ancora presenti per tutti gli stati federali. E non stupisce il fatto che infine la corte suprema giudichi con sovrano rinnegamento e in modo lapidario (pag. 5): »Il disoccupato non è tenuto a pagare la tassa per la chiesa, il regolamento non fa in modo che i disoccupati vengano caricati di contributi a favore della chiesa.« Per questo supremo »riconoscimento« giudiziario sono serviti, non si può accentuare abbastanza, quattro anni.
Come annunciato già quattro anni fa, in queste condizioni resterebbe come ultima possibilità l'appello alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo. In questi giorni è stato inoltrato un ricorso che tratta questa practica una singolarità al livello internazionale dell'esazione forzata della tassa per la chiesa da disoccupati senza confessione sotto tutti i punti di vista giuridici immaginabili, e soprattutto i relativi articoli della costituzione, e che descrive esplicitamente il suo antefatto. È l'ultimo relitto dell'Hitlerismo, cioè del concordato concluso tra lo stato fascista tedesco e il Vaticano, che possiede ancora oggi validità giuridica. Ma gli ostacoli per un'accettazione di questa querela da parte della Corte europea dei Diritti dell'Uomo sono alti: ogni anno in più di 40 stati membri sono in sospeso qualche migliaio di querele, la cui ammissibilità viene esaminata in complicate procedure preliminari e che vengono poi selezionate. La cosa ora importante è pretendere che i diritti riconosciuti nella Convenzione Europea dei diritti dell'uomo vengano rispettati e, quindi, che la Repubblica Federale Tedesca venga condannata per l'esazione forzata delle tasse a favore della chiesa praticata per decenni ai danni dei disoccupati senza confessione. Diritti dell'uomo, non il solito hitlerismo! Ovviamente alla condanna dovrà seguire anche il rimborso dei soldi depredati alle vittime nel caso del dott. Nittmann si tratta peraltro di 900 EUR.
Risarcimento invece di arricchimento ingiustificato da parte delle grandi chiese! Molto importante è anche il riferimento alla scandalosa distruzione delle lettere di protesta arrivate, effettuata da parte degli organi della giustizia tedesca il loro conti non devono tornare.
Per favore indirizzare le lettere di protesta alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo indicando il seguente numero di protocollo:
ricorso No. 36798/05
Nittmann./.GERMANIA
Al Cancelliere
della Corte europea dei Diritti dell'Uomo
Consiglio di Europa
F-67075 STRASBOURG (CEDEX)
E per favore una copia a noi:
Bund gegen Anpassung
Redaktion Ketzerbriefe
Postfach 254
D-79002 FREIBURG
bund-gegen-anpassung@gmx.net
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