Bund gegen Anpassung
Lega contro il conformismo

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20.07.2009

Insegnante coraggioso in Italia rimuove il crocefisso dall'aula.
La conseguenza: 30 giorni di sospensione dal servizio e blocco dello stipendio per il prof. Franco Coppoli di Terni (Umbria)


Alla fine di settembre 2008 si è trovato improvvisamente appeso un crocefisso retrostante la cattedra nell'aula dell'Istituto Professionale di Stato per i Servizi "Alessandro Casagrande" a Terni, che studenti cattolici avevano affisso lì. Con l'indicazione che si trattasse di una scuola statale, come un luogo neutrale, l'insegnante, il prof. Franco Coppoli rimuoveva il crocefisso durante le sue lezioni. E sebbene lui riappendeva il crocefisso dopo le sue lezioni a richiesta degli studenti, alcuni di loro si rivolgevano con un reclamo al dirigente scolastico. Prima solo verbalmente, poi per iscritto, Coppoli sottoponeva a costui i suoi motivi per la sua azione richiamandosi alla Costituzione laica dello Stato italiano ed alla sua libertà d'insegnamento e di religione, che ovviamente esclude l'obbligo di insegnare sotto un simbolo religioso, di qualunque religione esso sia. Con la determinazione di norme amministrative secondo l'arredamento delle aule, a cui appartenesse anche il crocefisso, non possa essere toccato (questa norma datata ancora dal tempo del fascismo di Mussolini, con scadenza con il nuovo concordato, concluso fra lo Stato italiano e la Chiesa nel 1984 – che per un verso ha portato molti nuovi privilegi alla Chiesa cattolica, soprattutto al livello finanziario, che però toglie alla Chiesa il suo stato di una "religione di Stato", a cui si riferivano le norme amministrative) e della decisione presunta degli studenti, presa durante una riunione degli studenti, che il crocefisso va messo alla parete dell'aula, il dirigente ordinava il suo mantenimento con la minaccia delle sanzioni. Coppoli non si lasciava intimidire: perseverava nei suoi diritti personali nell'obbligo della neutralità ideologica della scuola e in seguito rimuoveva sempre il crocefisso dal muro durante le sue lezioni. Il dirigente scolastico si rivolgeva in seguito all'Ufficio Scolastico di Terni e questo ha deciso il 19 febbraio 30 giorni di sospensione dal servizio e blocco dello stipendio per il prof. Coppoli.

Abbiamo mandato la seguente lettera di protesta alla scuola ed all'ufficio scolastico, che Franco Coppoli leggeva il giorno seguente su una manifestazione pubblica del Cobas.




Istituto Professionale di Stato per i
Servizi "Alessandro Casagrande"
Sede centrale
Piazzale Bosco, 3
05100 Terni

Freiburg, 04-03-2009

Egregie signore, egregi signori, egregio Signor Rossi,
abbiamo sentito che il docente Franco Coppoli dell'istituto professionale Casagrande di Terni è stato sospeso per un mese perché aveva staccato il crocefisso dal muro durante le sue lezioni. Siamo sdegnati di questo provvedimento disciplinare ch'è in contrasto con la Costituzione italiana riguardante la separazione fra Stato e Chiesa. A Franco Coppoli, che non accetta di fare lezione sotto un simbolo appeso di una specifica confessione religiosa, che si appella alla libertà religiosa e alla laicità dello Stato e della scuola pubblica come pure alla libertà d'insegnamento garantite dalla Costituzione, Loro vogliono sottrarre anche il suo stipendio – per la sua azione di difesa della Costituzione italiana.

Protestiamo energicamente contro questa ingiustizia facendo un'esorto a Loro, signore, signori e signor Rossi, di rispettare la Costituzione italiana. Li domandiamo di ritirare subito il sospeso e di restituire a Signor Coppoli il suo stipendio che gli spetta.

Distinti saluti

Anna Krafft
BUND GEGEN ANPASSUNG



Franco Coppoli, che continuava la rimozione del crocefisso durante le sue lezioni dopo la ripresa del lavoro, contestava da parte sua le sanzioni innanzi al giudice di lavoro, che finora non si è espresso ed inoltrava un reclamo al tribunale di Terni, in quale richiede risarcimento e la sua riabilitazione.
     Il 26 maggio aveva luogo la prima audizione ed il 10 giugno se ne occupava il Tribunale. Per sostenere il professore abbiamo mandato una lettera al giudice competente.




Dottoressa
Barbara Di Giovannantonio
Tribunale di Terni
Via Bramante, 39 scala A
05199 TERNI (TR)

Freiburg, 08-06-2009

Gent.ma Dottoressa Di Giovannantonio
siamo venuti a sapere che il prof. Franco Coppoli, docente presso l'istituto professionale "Alessandro Casagrande" di Terni è stato nel febbraio di quest'anno sospeso per un mese, oltre che privato del proprio stipendio per lo stesso tempo, per avere staccato il crocefisso dal muro dell'aula durante le proprie lezioni. Il prof. Coppoli si richiama alla libertà di insegnamento e alla libertà religiosa che, ovviamente, escludono l'obbligo a insegnare sotto un simbolo religioso (quale che sia la religione), come pure alla neutralità ideologica dello Stato e delle scuole pubbliche, garantita dalla Costituzione Italiana. Con i provvedimenti disciplinari impostigli sono stati lesi in modo evidente tanto i suoi diritti personali, quanto la laicità dello Stato italiano garantita costituzionalmente. (Disposizioni amministrativi, su cui si basa l'autorità scolastica – oltre alla pretesa da parte degli studenti indottrinati e aizzati a riappendere il crocefisso – derivano dal tempo del fascismo e sono state abolite, dato che sicuramente non dobbiamo richiamare alle Sua memoria, dalla Corte di Cassazione italiana nel 1984.1) Contro questo provvedimento anticostituzionale ed il trattamento illegale al quale è stato sottoposto il prof. Coppoli abbiamo protestato – insieme ad altri – nel febbraio 2009. Il prof. Coppoli stesso ha presentato un ricorso presso il Suo tribunale, il tribunale di Terni. Come abbiamo appreso, il 26 maggio si è tenuta la prima audizione ed il 10 giugno il tribunale continuerà ad occuparsene.

Sosteniamo le richieste del prof. Coppoli di riabilitazione e risarcimento e La invitiamo a dar loro corso immediatamente: fare nuovamente valere la Costituzione Italiana e assicurare che il decreto fascista di Mussolini a vantaggio dei suoi complici in Vaticano rimanga una volta per tutte negli immondezzai della storia!

Distinti saluti

Petra Weyer
BUND GEGEN ANPASSUNG




In data 24-6-2009, con presa di posizione per iscritto il Tribunale ha rifiutato il reclamo di Franco Coppoli. La motivazione del Tribunale si richiama alla domanda degli studenti per l'applicazione del crocefisso, che gli insegnanti debbono accettare. Avendo fatto la Direzione scolastica le stesse richieste a tutti gli insegnanti, non sarebbe stato discriminato nemmeno lo stesso prof. Coppoli. La questione del crocefisso, se va appeso o meno nell'aula scolastica, sarebbe stata comunque già affrontata dal Tribunale dell'Aquila nel ottobre 2003. (Allora era stata ordinata la rimozione del crocefisso, perché contrasta con la libertà religiosa e con la laicità dello Stato garantita costituzionalmente!). Nel presente caso però non se ne discute proprio, perché si tratterebbe di un contrasto totalmente diverso. Ebbene, non potrebbero girare intorno alla questione essenziale del problema in modo più vigliacco e menzognero!

Il prof. Franco Coppoli ed i suoi avvocati si sono opposti al rifiuto del suo reclamo.Il 27 luglio aveva luogo l'udienza - finora non abbiamo nessun risultato.
     L'avvocatura dello Stato, su istanza dell'ufficio scolastico, ha presentato all'ultimo minuto una strategia di difesa, intesa a ritorcere le accuse per spostare il discorso sul disciplinare. In realtà non ci sarebbe nessuna discriminazione, ma solo una sua provocazione (!), perché non avrebbe rispettato le circolari del preside ed il parere dei colleghi e studenti. Il presidente del Tribunale di Terni, che era anche il relatore in persona sul caso (una funzione importante, perché elabora gli atti processuali e ne formula il giudizio), ha posto "due problemi tecnici", che ci ricorda al gioco ping pong tanto noto delle istanze: Se questo fosse un caso cautelare (cioè un ricorso fatto per cautelare in futuro l'insegnante contro una discriminazione), non ci sarebbe più l'esigenza del procedimento in quanto dal primo settembre Franco Coppoli insegnerà comunque in un'altra scuola. Se non fosse un caso cautelare, allora essendo camerale non sarebbe il collegio dei giudici il luogo giuridico del reclamo, ma la Corte di Appello.
     Anche questa volta la cosa più importante, cioè la laicità delle scuole statali, garantita dalla Costituzione, per la cui difesa però Franco Coppoli aveva subito l'ingiustizia e per il suo risarcimento era costretto ad appellarsi alla giustizia, è stata trattata solo marginalmente. Tuttavia non era appeso un crocefisso nell'aula.
     Come termine per presentare ulteriori note, c'è tempo fino alla metà di settembre. Pertanto la data della sentenza è prevista per la seconda metà di settembre.



1) Al tempo della stesura di questa lettera le circostanze di fatto un po' più complicate non ci erano ancora conosciute: A partire del nuovo concordato (v.s.) la Chiesa cattolica non detiene più lo stato di una religione di Stato, con cui anche le norme amministrative dal tempo del fascismo italiano sono scadute. Perciò la Corte di Cassazione proponeva la sua abolizione e le dichiarava abrogate in una sentenza posteriore.

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