Discorso della nostra rappresentante durante il congresso della EHF/FHE e dell´ UAAR »La Laicità indispensabile per l´uguaglianza dei cittadini davanti alle istituzioni« a Roma il 29.11.2003.
Roma, 29.11.2003
Gentili signore e signori, cari amici,
sono estremamente felice di potere parlare oggi davanti a voi e desidero portare anche i saluti della mia organizzazione, il BUND GEGEN ANPASSUNG e i suoi migliori auguri per la buona riuscita del congresso.
Oggi abbiamo già avuto modo di sentire molti interventi significativi ed interessanti e temo, per questo, che l'attenzione di tutti sia quindi alquanto estenuata, il che sarebbe tuttavia un vero peccato.
Vengo da un paese oscurantista, in cui è in vigore la legge sulle imposte più benigna nei confronti delle chiese mai varata in tutto il mondo. Ma questo concordato tedesco, che oggi vorrei presentare – e cioè in particolare le sue norme per quanto attiene alle tasse per la Chiesa –, ci offre pur sempre un vantaggio grazie a colui che ne fu l'artefice: a causa della sua sconfitta nella seconda guerra mondiale e del crollo del Terzo Reich, Hitler ha subìto una sconfitta assoluta anche sul piano morale e può quindi senza dubbio essere condannato pure per le sue malefatte. E in quale altro caso siamo alla presenza di una situazione analoga? Nel caso di Bush sicuramente no – può uccidere impunemente in Iraq, e persino Mussolini non ha perso l'altrui considerazione nella stessa misura di Hitler. Tra le malefatte di quest'ultimo senz'altro ci sono l'estremo favoritismo ed il sostegno che riservò alla Chiesa. A Hitler si deve non solo l'eliminazione quasi totale degli ebrei in Europa, con il che realizzò in pochi anni ciò per cui la Chiesa aveva lavorato per secoli, ma anche il concordato sottoscritto nel 1933 con Pio XI, che garantisce in eterno alla Chiesa cattolica dei privilegi (perché »in eterno« non è metafora, bensì realtà, come a breve avrete modo di vedere) e che era in primo luogo una attestazione di gratitudine per il fatto che il Vaticano era stato il primo Stato straniero a riconoscere il Terzo Reich.
Per il momento gettiamo un piccolo sguardo retrospettivo allo sviluppo storico, che ha portato alla tassa per la Chiesa: prima dalla Riforma la Chiesa si finanziava attraverso la decima, che nel medioevo consisteva soprattutto in prestazioni in natura e corvée. Senza contare che essa era già allora il più grande proprietario terriero nell'impero germanico.
La Riforma comportò cambiamenti profondi, poiché il potere temporale – principi e sovrani di molti regioni,soprattutto protestanti – confiscava il bene ecclesiastico e ne disponeva. Dato che il diritto della decima non era stato abolito, esso fu anche preteso dai protestanti. Il controllo finanziario attraverso il sovrano significò certamente un progresso, poiché per la prima volta le Chiese dipendevano dal potere temporale, che poteva perciò rintuzzarle quando osavano immischiarsi in tutto con eccessiva autorità.
Quando nel Novecento la decima fu abolita ed i principi tedeschi furono risarciti con beni ecclesiastici per la perdita di territori della riva sinistra del Reno a favore della Francia, fecero la loro comparsa i primi e più comprensivi regolamenti sulla tassa per la Chiesa, tuttavia solo a livello regionale, cioè dei principati. La storiografia ufficiale afferma, che queste secolarizzazioni avrebbero reso necessaria la riscossione della tassa per la chiesa. Riguardo a ciò bisogna però sapere, che le Chiese hanno ricevuto e ricevono tuttora dei risarcimenti miliardari sotto forma delle cosiddette prestazioni statali.
Il primo regolamento di legge riguardante la tassa per Chiesa sul piano nazionale fu varato con la Costituzione del Reich di Weimar. »Sulla base dei ruoli delle imposte civili le società religiose, che sono enti pubblici, hanno il diritto di riscuotere le tasse a seconda delle disposizioni delle leggi regionali.« Ma che questo privilegio clericale decisivo venisse inserito nella Costituzione le Chiese lo devono alla SPD, che – insieme con i partiti borghesi – respinse esplicitamente un'istanza opposta dell'USPD. Tuttavia questa legge non comportava affatto l'obbligo da parte dello Stato di riscuotere le tasse della Chiesa. Come in precedenza continuarono a rimanere in vigore regolamenti regionali diversi e furono persino già stipulati i primi concordati con singole regioni. Già dall'inizio degli anni Venti il Vaticano tentò, quindi, di sottoscrivere un concordato con il Reich tedesco, ma invano, perché nella Repubblica di Weimar soffiavano venti di libertà, come mai prima e non più dopo. Il laicismo le stava sostanzialmente più a cuore che dei privilegi clericali.
Ma la Chiesa pensa a lungo termine, cioè per l'eternità. Essa si diceva, »il tempo porta consiglio«. Ed ecco: con Hitler il vento giro in suo favore: In cambio del riconoscimento del proprio governo, Hitler stipulò il concordato con il Vaticano dopo appena sei mesi che era al potere. Dunque quale fu la novità più importante e più straordinaria di questo concordato? Con ciò la legge sulla tassa per la Chiesa fu centralizzata e fissata su tutto il territorio tedesco. Attraverso l'articolo 2, che per quanto riguardava i privilegi clericali più estesi, comprendeva concordati dei Länder, nessun Land poteva più decidere un regolamento diverso. Nell'ambito della legge sulla tassazione fu per la prima volta introdotto il diritto della trattenuta sullo stipendio, che ovviamente offre alle Chiese considerevoli vantaggi sia sul piano amministrativo che finanziario.
È determinante, che un concordato venga considerato un contratto tra due Stati sul piano del diritto internazionale, il che significa che cambiamenti unilaterali o addirittura una disdetta senza prima avere ottenuto il consenso da parte dell'altro contraente sarebbe offesa al diritto internazionale. Inoltre, il concordato di Hitler è stato stipulato a tempo indeterminato e senza condizioni di disdetta. Dunque, neanche intervenendo sulla Costituzione non è per il momento possibile cambiare alcunché di questo contratto, fatta eccezione per casi eccezionali di cambiamenti gravi, su cui ritornerò in seguito.
Come tutti sanno, oltre del diritto di tassazione, col concordato del Reich il Vaticano si fece concedere numerosi altri privilegi, tra cui anche diritti particolari nel campo della scuola, che la repubblica di Weimar le aveva negato.
Dopo il crollo del Terzo Reich il Vaticano diede subito grandissima importanza alla continuità del concordato. Immediatamente dopo la sconfitta del suo cofirmatario non le risultò tuttavia tanto facile imporre questa pretesa. Si alzavano ancora troppe voci contrarie al riconoscimento di questo contratto mai ratificato in parlamento. Perciò si risolse il problema tramite un fasullo compromesso. E così rimase in vigore proprio il concordato di Hitler, per cui si stabilì fosse valida la definizione di »caso eccezionale«; ciò fu possibile solo attraverso l'esercizio di un'ingiustizia, cioè attraverso la legge delega. A differenza di tanti altri trattati firmati da Hitler, poi naturalmente aboliti con il crollo di questo Stato repressivo, il concordato fu giudicato valido.
Così, fino al giorno del giudizio universale, la RFT, che si ritiene essa stessa degna erede del terzo Reich, ha rinunciato al suo diritto di eliminare il diritto ecclesiastico della tassazione.
Nel 1957 vi fu ancora una volta una sentenza della Corte Costituzionale che confermava la continuità del concordato di Hitler, con il che veniva cementata definitivamente la svendita dei diritti di sovranità dello Stato tedesco alla Chiesa cattolica.
E qual è la situazione di oggi? La tassa per la Chiesa è certamente la più importante risorsa economica delle Chiese nella RFT, ma non l'unica. Solamente nel 2000 i redditi provenienti dalla tassa per la Chiesa delle due grandi Chiese, la cattolica e la protestante, ammontavano all'incirca a 8,5 miliardi di Euro. A questi si aggiungono altre sovvenzioni statali per 8 miliardi di Euro ed ulteriori agevolazioni fiscali del valore di più di 10 miliardi, senza contare i redditi provenienti dalle loro proprietà fondiarie e da altre fonti di beni patrimoniali. (Si confronti con questi dati il presunto deficit delle mutue che ammonta a 2 miliardi di Euro, la cui mancanza determina il crollo di tutto il sistema sanitario tedesco.)
Tra l'altro l'estensione immediata della tassa per la Chiesa sul territorio intero della RDT si raggiunse con il varo – contestuale al contratto di unificazione –, da parte della camera popolare della RDT della »legge della tassa per la Chiesa della RDT«, che era sì ancora una legge della RDT, ma che divenne parte costitutiva del contratto di unificazione e con esso entrò in vigore il 3 ottobre 1990.
Tuttavia dall'annessione della ex-RDT il numero dei membri delle Chiese è considerevolmente diminuito. L'esperienza di incontri personali e, non ultima, la statistica incoraggiano anche i tedeschi dell'ovest a sempre più numerose defezioni dalla Chiesa. La paura e la pressione sociale, uniche ragioni per rimanere in modo durevole e numeroso nelle Chiese, sono diminuite. Così la tassa per la Chiesa è divenuta in termini sempre crescenti un boomerang per le Chiese. Ciò nondimeno per saziare le loro bocche smisurate, lo Stato tedesco ha frattanto escogitato una novità. Per ragioni di tempo non mi è possibile presentare questo nuovo, per voi vecchio, modello. Perciò mi sono permessa di fare tradurre in italiano uno dei nostri volantini attuali. Lo abbiamo distribuito in occasione del caso dott. Nittmann, sul quale già un anno fa è uscito un articolo su ATEO e sul quale abbiamo riferito in diverse occasioni anche in Italia.
Vi ringrazio della Vostra attenzione.
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