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11.11.2008
Comunicazione attuale
La querela del dott. Nittmann respinta dalla Corte di giustizia delle Comunità europee per i diritti dell'uomo senza motivazione ed udienza
Con uno scritto di un solo lato ed evidentemente prestampato (in allegato alla documentazione) la Corte di giustizia delle Comunità europee per i diritti dell'uomo a Strasburgo ha respinto definitivamente senza ulteriore fondazione ed udienza, la querela del dott. Peter Nittmann riguardante la tassa obbligatoria per la Chiesa a carico dei disoccupati senza confessione contro la Germania. Nello scritto si dice che non esisterebbe »nessuna apparenza« di una violazione della Convenzione europea per i diritti dell'uomo - il ricorso pertanto si intende evidentemente ingiustificato. La Corte di giustizia rifiuta nello scritto esplicitamente ogni spiegazione per questa affermazione mostruosa. Comunica solo non vorrebbe ulteriori lettere riguardante questa causa e annienterà la pratica fra un anno. Questo prestampato, firmato da qualunque impiegato, - dopo tre anni di totale inattività da parte della Corte di giustizia riguardante questa procedura - è stata l'unica risposta ottenuta dal dott. Nittmann al suo ricorso di 60 pagine accuratamente motivata, corredata di copie di migliaia di firme di solidarietà da tutto il mondo. Il ricorso fu dunque semplicemente respinto in un processo segreto, non c'è stato e non ci sarà mai dibattito in merito a Strasburgo, e la pratica - un documento storico in considerazione dell'importanza della causa e del suo eco internazionale - dovrà essere annientata senza traccia! Come è disprezzabile un tale comportamento: non si può prima accogliere una querela e poi, dopo tre anni, dichiarare che non sarà mai trattata, tanto meno giudicata - questo ovviamente si doveva dire subito - per sottrarsi da qualunque responsabilità. Questo modo di procedere, beffando così lo Stato di diritto, è una prova della UE futura.
Questa scartoffia lunga di quattro cartelle, contiene però un'informazione istruttiva: Il rifiuto del ricorso, senza qualsiasi udienza e motivazione, fu deciso di una commissione di tre giudici donne (che dovevano decidere unanimi), della quale faceva parte oltre al giudice Berro-Lefèvre di Monaco, il giudice bulgaro Kalaydjieva e il giudice tedesco Renate Jaeger. Il governo tedesco, rappresentato dalla signora Jaeger, scelta dallo stesso, poteva dunque decidere a Strasburgo come giudice in causa propria. La signora Jaeger era stata giudice alla Corte costituzionale tedesca ed al tribunale sociale federale per molti anni - esattamente ai due tribunali che infine hanno protetto e fatto approvare per decenni la tassa obbligatoria per le Chiese, intervento anticostituzionale contro i non membri delle Chiese. Il giudice Jaeger chiedeva più volte nelle media della sua nomina - come altrettanto faceva il governo tedesco stesso negli ultimi anni, quando la pratica del dott. Nittmann stava in un cassetto a Strasburgo - cioè, la Corte di giustizia delle Comunità europee di Strasburgo dovrebbe mantenere più riserva verso la Germania, dovrebbe »rispettare« le decisioni della Corte costituzionale tedesca e »concentrarsi su altri Stati«. Questa missione alla »Animal Farm« che ora il giudice Jaeger stesso ha perseguito a Strasburgo nella procedura da tanto tempo più spiacevole e più scabrosa per il governo tedesco: mai il governo tedesco dovrebbe giustificarsi con una sola parola per questa violazione della Costituzione e per la rapina delle tasse per miliardi per la Chiesa ai più poveri fra i non membri delle Chiese, e tanto meno riconoscerla e risarcire le vittime. Certo, ha abolito di nascosto la legge anticostituzionale a causa delle forti proteste internazionali, i miliardi di Euro però, rubati a favore della Chiesa, li può tenere e le vittime rimangono fregate fino all'ultimo centesimo!
Questo atto di violenza, con il quale la Corte di giustizia delle comunità europee se ne esce con un colpo di penna alle circa 6000 firme di protesta di tutto il mondo e al ricorso fondato in modo approfondito - nel quale dal 1975 viene riprodotto esattamente l'elaborato del concordato di Hitler, fino alla tassa obbligatoria per la Chiesa, anticostituzionale a carico dei disoccupati senza confessione. La paternità del governo della SPD (anche Renate Jaeger appartiene a questo partito) - dimostra soprattutto una cosa: nessuno può cullarsi nell'illusione sulla soggezione completa dalla Chiesa e sul disprezzo immenso dello Stato di diritto di una cosiddetta »giustizia europea indipendente«, che alla vigilia dell'approvazione meditata di una legge delega europea - del trattato della UE di Lisbona con p.e. il suo famigerato articolo 52 proclericale (ora art. 17 del »contratto« meditato »sul modo di lavorare della UE«) - vuole imporre all'Europa l'effetto continuo ed il compimento dei privilegi a favore della Chiesa, come li regalavano Hitler e Mussolini al Papa.
L'atto repentino di violenza di Strasburgo, dopo anni di attesa, che malgrado tutto ha un aspetto brutto, dimostra però anche: il calcolo della Corte di giustizia delle Comunità europee, cioè, che durante i tre anni del rallentamento l'attenzione del pubblico si sarebbe addormentate, non torna! Anzi, recentemente alla Corte sono arrivate continuamente centinaia di firme di protesta per il caso dott. Nittmann.
I colpevoli evitano e temono instancabilmente il pubblico - ad esso infatti è dovuto che in Germania la tassa obbligatoria ed anticostituzionale destinata alle Chiese per i disoccupati senza confessione non riempe più le tasche alle stesse Chiese; per cui la Corte di giustizia ultimamente ha interrotto la procedura senza, spiegazioni ed in modo repentino, per porre fine a queste proteste persistenti. Vuole frustrare il ricordo di questo marchio d'infamia nella storia europea e tedesca; noi, da parte nostra, faremo di tutto che lo rimanga scolpito nella memoria dell'umanità.
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