Discorso della rappresentante del Bund gegen Anpassung (Lega contro il conformismo) durante il convegno internazionale su »Il potere temporale della chiesa cattolica 133 anni dopo«
Roma, 20 settembre 2003
Egregi Signore e Signori, cari compagni,
sono molto contenta di parlare oggi qua davanti a voi e vi saluto da parte della nostra organizzazione, il Bund gegen Anpassung in Germania.
3 anni fa ho parlato anche qua a Roma a Campo dei Fiori all'occasione della manifestazione e commemorazione all'onore del martire per la scienza, Giordano Bruno. Oggi commemoriamo il 133 anniversario dell'abolizione dello Stato della Chiesa, cioè del potere temporale della Chiesa, ottenuta combattendo da Garibaldi ed i suoi compagni.
Intanto la Chiesa sta di nuovo avanzando ed ha già cominciato un nuovo – questa volta tecnizzato – medioevo. Da 2000 anni la chiesa non ha mai cambiato il suo carattere né i suoi scopi: Il fatto che i suoi avversari non vengono più bruciati sui roghi è il merito della Rivoluzione francese. I suoi combattenti hanno strappato gli strumenti di tortura dalle mani della chiesa.
Tanto più è necessario conservare la memoria e comparare i tempi ed i paesi, perché ciò ci aiuta nella lotta contro la chiesa.
In Germania le tasse ecclesiastiche dei membri della chiesa vengono riscosse dallo Stato tedesco.
Ma sapevate già che lo Stato tedesco riscuote anche le tasse ecclesiastiche dai disoccupati senza confessione religiosa?
Una parte non indifferente degli ultimi quattro soldi dei più poveri fra i poveri finisce nella cassa del Papa – e questo solo perché Pio XI come primo capo di Stato al mondo riconobbe Hitler!
Hitler non c'è più, ma il concordato che egli stipulò con il Vaticano nel 1933 è ancora in vigore.
Lo Stato tedesco reagisce mettendo avanti due scuse:
1. Le tasse ecclesiastiche dei disoccupati non sarebbero in realtà ecclesiastiche, sarebbero solo »fittizie«, in quanto vengono destinate ad altri fini (cioè la Chiesa non le riceve direttamente, ma indirettamente sotto forma di »sussidi« per i suoi asili infantili, ospedali ecc. che non vengono controllati dallo Stato). Per i disoccupati questo preteso sviamento di fondi non fa una grande differenza: le tasse ecclesiastiche vengono rubate comunque e portano appunto questo nome. L'uso di somme riscosse, per uno scopo diverso da quello previsto, non ne elimina di fatto la riscossione. Un ladro che ruba dei soldi, anche se con la pretesa di metterli nella cassetta delle elemosine, rimane pur sempre un ladro.
L'altra scusa è che sarebbe molto complicato verificare per ogni disoccupato se nel formulario ha messo la crocetta su »senza confessione« o su qualche altra voce. Strano, però, è che la medesima burocrazia non ha invece alcun problema a registrare indicazioni come »coniugato«, »1 figlio«, »2 figli«, ecc.!
2. Si menziona il fatto che le »tasse ecclesiastiche«, cioè il prelievo forzato da parte dello Stato di quote sociali a beneficio di comunità religiose privilegiate, in Germania sarebbe esistito ancora prima di Hitler, soprattutto nella regione (relativamente progressista) Prussia. Tuttavia fu Hitler insieme a Pio XI a farne un concordato interstatale con il governo centrale tedesco. Ciò significa che questo vergognoso favoritismo di determinate associazioni religiose, a discapito di altre associazioni religiose e laiche, da allora non può più essere abolito senza consenso del Vaticano! Tuttavia l'estensione della tassazione anche ai disoccupati aconfessionali non è contemplata neppure in questo spregevole concordato.
In tal modo un importo per l'ammontare di miliardi viene sottratto ai disoccupati tedeschi. Infatti circa la metà non appartiene ad una Chiesa privilegiata. Il tribunale costituzionale federale ha detto che nel caso in cui una chiara maggioranza della popolazione attiva fosse membro della chiesa, allora sarebbe ragionevole la tassa per la chiesa anche per gli aconfessionali. IL fatto che questa chiara maggioranza consista in un esiguo 57% lo abbiamo scoperto solo con grande fatica e grande dispendio di energie e siamo stati i primi ad informare il pubblico nazionale ed internazionale di questo fatto.
Migliaia di disoccupati aconfessionali hanno riposto fiducia nella costituzione tedesca, in cui si vieta che appartenenti alla Chiesa (i quali pagano nella propria cassa) vengano avvantaggiati, ed hanno fatto causa in tribunale per la restituzione dei soldi rubati. In ciascuno di queste migliaia di casi la stampa, che in Germania è connessa all'apparato statale molto più strettamente che in Italia, ha mantenuto un silenzio di tomba – fino a che siamo arrivati noi, la
LEGA CONTRO IL CONFORMISMO.
Tramite volantini abbiamo reso pubblico uno di questi casi, quello dello storico Dr. Peter Nittmann (no. di protocollo: L 13 AL 4869/02), che da decenni non appartiene ad alcuna confessione religiosa, che è diventato disoccupato in seguito al fallimento della casa editrice in cui era impiegato (per altro acquistata dalla Chiesa) e che ora ha sporto querela per la restituzione delle tasse ecclesiastiche derubategli dalla sua magra indennità di disoccupazione. Questo caso è diventato un caso precedente ed il querelante è deciso di andare fino alla Corte Europea di Giustizia.
Non appena abbiamo reso noto questo caso – solo uno di migliaia – diffondendo volantini con nostro notevole investimento di tempo e denaro, improvvisamente la stampa ha scritto in proposito – dopo tanti anni e miliardi rubati! – ed ha difeso il governo quanto ha potuto, confondendo i fatti quanto ha potuto.
Nel frattempo il processo ha superato la seconda istanza; ogni volta il tribunale ha tirato fuori argomentazioni prive di logica e beffarde scemenze, respingendo la richiesta del coraggioso querelante.
Nelle settimane prima della seconda udienza avevamo la possibilità di riferire il caso e di presentare i nostri libri sulla religione che abbiamo anche qua durante diversi congressi: al colloquio francese-americano Thomas Jefferson, sotto la presidenza della IHEU a Parigi, e ai congressi degli American Atheists a Chicago, de la Libre Pensée a Marsiglia e ad Albacete, durante il terzo incontro per la laicità in Spagna. Da quest'ultimo risultava un'interrogazione ufficiale al Parlamento Europeo di Maurizio Turco, che abbiamo conosciuto a quest'occasione e che voglio ringraziare molto per la sua iniziativa. E molto meritorio perché allo Stato tedesco non gli piace affatto essere criticato dal Parlamento europeo. La risposta scandalosa appena arrivata consiste in una sola frase: »L'argomento sollevato non rientra nella sfera di competenza della comunità«. Non voglio assolutamente commentare qui questa risposta impertinente del Parlamento europeo ai nostri ospiti: anche considerando che proprio adesso questo parlamento sta confezionando a misura con fervida passione ed una mentalità servile una costituzione europea per il papa, conforme alla Chiesa. Ma questo schiaffo non deve rimanere senza risposta!
Seguendo il nostro appello di protesta, sono arrivate molte lettere di protesta dai paesi in cui avevamo presentato il caso Nittmann.
Il 15 luglio 2003 aveva luogo davanti al tribunale sociale del land Baden-Württemberg la seconda udienza. Grazie alle lettere di solidarietà, ma soprattutto grazie alle proteste presso il cancelliere Schröder il processo ha preso una svolta inaspettata, si potrebbe dire: sensazionale. Il governo federale tedesco, esattamente nel momento del pronunciamento della sentenza, annunciava che stava progettando la cancellazione della tassa per la Chiesa per tutti i disoccupati! Si vedrà se si attiene a quanto detto. Mentre il tribunale respingeva di nuovo la querela del dott. Nittmann per il rimborso della tassa per la chiesa, detratta anticostituzionalmente dalla sua indennità di disoccupazione,– dunque il processo passa all' istanza successiva –, il governo federale è costretto ad agire a causa delle proteste internazionali.
Al posto della giustizia è ora entrato in azione il potere esecutivo, il governo stesso, spaventato dalle numerose lettere di protesta dall'estero, provenienti da liberi pensatori, da atei e da democratici di tutto il mondo. Ma con ciò la prassi dell'ingiustizia, continuando ad essere esercitata fino ad oggi, non è finita:
I soldi rubati ai disoccupati devono essere restituiti! Nessuna lira, nessun centesimo per la chiesa!
Sta ora all'attenzione internazionale determinare se lo Stato clericale tedesco può continuare ad applicare il suo concordato hitleriano in forma ampliata oppure se deve attenersi alla costituzione, se l'ulcera clericale nel cuore dell'Europa potrà proliferare e, secondo i piani, infettare l'intera UE, oppure se verrà arrestata dall'attenzione degli altri cittadini europei. I tedeschi da soli sono troppo deboli contro il loro stato clericale rapinatore, così come lo sono gli iraniani.
Ed ancora una cosa:
L'articolo 140 della costituzione tedesca decreta che »nessuno può essere costretto ad atti o a cerimonie di culto«.
Ciò nonostante molti bambini negli asili comunali (cioè statali e non della Chiesa) vengono costretti alla preghiera. Bernd Noll, padre di un bambino di cinque anni, ha sporto querela, ma i tribunali protraggono il processo, per poterlo archiviare non appena il bambino dovrà lasciare l'asilo per raggiunto limite d'età (»nessuna necessità di istanza«), oppure nelle loro sentenze lasciano riconoscere apertamente il proprio spregio della costituzione tedesca! (no. di protocollo: 1BvR 1522/03).
Richieste dall'estero sono di grande aiuto – l'ingiustizia teme la luce, soprattutto se tale ingiustizia viene osservata da cittadini di Stati che non si fanno ancora intimorire da un »mandato d'arresto europeo« fabbricato in Germania!
Adesso si tratta di ampliare velocemente ed in modo efficace la protesta internazionale contro la riscossione forzata della tassa per la chiesa dagli atei tedeschi in favore del papa. Dato che oggi saranno sicuramente più di 50% di non membri della Chiesa pensiamo che il prossimo passo sarà il seguente: abolire la tassa per la Chiesa e riintrodurrla sotto un altro nome, come in Italia il 8 per mille o il modello spagnolo, finché tutti debbano pagare la tassa ecclesiastica. Se quest'avanzata di Woityla non viene soffocata sul nascere allora sarà troppo tardi per secoli. E' lo stesso come coi Berufsverbote (divieti di lavoro per ragioni politiche) di Willy Brandt, che, nei primi mesi, avrebbero sicuramente potuto essere evitati grazie a proteste internazionali ma che più tardi non si poterono più combattere efficacemente.
Anche in vista della proggettata Costituzione europea dobbiamo rinforzare la nostra protesta unita per impedire che gli atei di tutta Europa siano costretti a finanziare la Chiesa come lo dovettero nel medioevo gli ebrei.
C'è dunque bisogno di ulteriori sforzi e di una continua attenzione internazionale per render giustizia ai disoccupati saccheggiati in favore delle grandi chiese cristiane ricche miliardarie. Lo sviluppo a cui si è giunti finora ha mostrato in modo impressionante che ci troviamo sulla giusta via: Il pubblico critico e attento è il mezzo più efficace contro ogni oscurantismo, contro le violazioni della costituzione a vantaggio di una chiesa arricchitasi in modo vergognoso e di uno Stato schiavo di essa. Per questa lotta occorrono molto fiato, tenacia e mancanza di illusioni. Noi siamo decisi nel portarla a compimento.
Lo sviamento di fondi non è una scusa. Il saccheggio dei disoccupati aconfessionali è reale.
Perciò per noi e per tutte le persone che detestano l'ingiustizia l'unica pretesa può essere solo la restituzione dei soldi rubati.
Nessuna lira, nessun centesimo per la chiesa!
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