Roma, 20.09.2003
Sapevate che …
lo Stato tedesco riscuote le tasse ecclesiastiche dai disoccupati senza confessione religiosa?
Una parte non indifferente degli ultimi quattro soldi dei più poveri fra i poveri finisce nella cassa del Papa – e questo solo perché Pio XI come primo capo di Stato al mondo riconobbe Hitler!
Hitler non c'è più, ma il concordato che egli stipulò con il Vaticano nel 1933 è ancora in vigore.
Lo Stato tedesco reagisce mettendo avanti due scuse:
1. Le tasse ecclesiastiche dei disoccupati non sarebbero in realtà ecclesiastiche, in quanto vengono destinate ad altri fini (cioè la Chiesa non le riceve direttamente, ma indirettamente sotto forma di "sussidi" per i suoi asili infantili, ospedali ecc. che non vengono controllati dallo Stato). Per i disoccupati non fa una grande differenza: le tasse ecclesiastiche vengono rubate comunque e portano appunto questo nome. L'altra scusa è che sarebbe molto complicato verificare per ogni disoccupato se nel formulario ha messo la crocetta su "senza confessione" o su qualche altra voce. Strano, però, è che la medesima burocrazia non ha invece alcun problema a registrare indicazioni come "coniugato", "1 figlio", "2 figli", ecc.!
2. Si menziona il fatto che le "tasse ecclesiastiche", cioè il prelievo forzato da parte dello Stato di quote sociali a beneficio di comunità religiose privilegiate, in Germania sarebbe esistito ancora prima di Hitler, soprattutto nella regione (relativamente progressista) Prussia. Tuttavia fu Hitler insieme a Pio XI a farne un concordato interstatale con il governo centrale tedesco. Ciò significa che questo vergognoso favoritismo di determinate associazioni religiose, a discapito di altre associazioni religiose e laiche, da allora non può più essere abolito senza consenso del Vaticano! (Tuttavia l'estensione della tassazione anche ai disoccupati aconfessionali non è contemplata neppure in questo spregevole concordato).
In tal modo un importo per l'ammontare di miliardi viene sottratto ai disoccupati tedeschi (infatti circa la metà non appartiene ad una Chiesa privilegiata). Migliaia di loro hanno riposto fiducia nella costituzione tedesca, in cui si vieta che appartenenti alla Chiesa (i quali pagano nella propria cassa) vengano avvantaggiati, ed hanno fatto causa in tribunale per la restituzione dei soldi rubati. In ciascuno di queste migliaia di casi la stampa, che in Germania è connessa all'apparato statale molto più strettamente che in Italia, ha mantenuto un silenzio di tomba – fino a che siamo arrivati noi, la
LEGA CONTRO IL CONFORMISMO.
Tramite volantini abbiamo reso pubblico uno di questi casi, quello dello storico Dr. Peter Nittmann (no. di protocollo: L 13 AL 4869/02), che da decenni non appartiene ad alcuna confessione religiosa, che è diventato disoccupato in seguito al fallimento della casa editrice in cui era impiegato (per altro acquistata dalla Chiesa) e che ora ha sporto querela per la restituzione delle tasse ecclesiastiche derubategli dalla sua magra indennità di disoccupazione.
Non appena abbiamo reso noto questo caso – solo uno di migliaia – diffondendo volantini con nostro notevole investimento di tempo e denaro, improvvisamente la stampa ha scritto in proposito – dopo tanti anni e miliardi rubati! – ed ha difeso il governo quanto ha potuto, confondendo i fatti quanto ha potuto.
Nel frattempo il processo ha superato la seconda istanza; ogni volta il tribunale ha tirato fuori argomentazioni prive di logica e beffarde scemenze, respingendo la richiesta del coraggioso querelante. Sta ora all'attenzione internazionale determinare se lo Stato clericale tedesco può continuare ad applicare il suo concordato hitleriano in forma ampliata oppure se deve attenersi alla costituzione, se l'ulcera clericale nel cuore dell'Europa potrà proliferare e, secondo i piani, infettare l'intera UE, oppure se verrà arrestata dall'attenzione degli altri cittadini europei. I tedeschi da soli sono troppo deboli contro il loro stato clericale rapinatore, così come lo sono gli iraniani.
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Ed ancora una cosa:
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L'articolo 140 della costituzione tedesca decreta che "nessuno può essere costretto ad atti o a cerimonie di culto".
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Ciò nonostante molti bambini negli asili comunali (cioè statali e non della Chiesa) vengono costretti alla preghiera. Bernd Noll, padre di un bambino di cinque anni, ha sporto querela, ma i tribunali protraggono il processo, per poterlo archiviare non appena il bambino dovrà lasciare l'asilo per raggiunto limite d'età ("nessuna necessità di istanza"), oppure nelle loro sentenze lasciano riconoscere apertamente il proprio spregio della costituzione tedesca! (no. di protocollo: 1BvR 1522/03).
Richieste dall'estero sono di grande aiuto – l'ingiustizia teme la luce, soprattutto se tale ingiustizia viene osservata da cittadini di Stati che non si fanno ancora intimorire da un "mandato d'arresto europeo" fabbricato in Germania!
Fate uso dei Vostri diritti, salvate il Vostro paese dalla "germanizzazione" clericale ed aiutateci!
Tutte le richieste vanno rivolte a:
Ambasciata della Repubblica Federaledi Germania
Via San Martino della Battaglia 4
00185 Roma
Fax: 06-4452672
E-mail: mail@deutschebotschaft-rom.it
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Copia a:
Bundeskanzler Gerhard Schröder
Bundeskanzleramt
Willy-Brandt-Straße 1
D-10557 Berlin
Fax: 0049-30/4000-1818 (1819)
E-mail: bundeskanzler@bundeskanzler.de
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(Non dimenticare il numero di protocollo. Per favore inviateci una copia.)

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